la  sua  storia

Così è come assomigliava il vigneto quando era al suo meglio.

La storia dietro l’etichetta del nostro vino proviene da una situazione drammatica a cui stiamo assistendo recentemente. Una volta quasi tutte le terre qui in zona erano coltivate. Col tempo sono state costruite sempre più case fino a diventare quasi interamente una zona residenziale. Siamo perfino arrivati ad un punto dove i nuovi arrivati si domandano perchè ci sono ancora dei campi che invadono il loro vicinato.

Abbiamo imparato questa lezione a spese nostre. Uno dei nostri vigneti era situato su di un terreno in affitto. Questo era sempre stato coltivato. Dopo un contratto di quindici anni, uno dei proprietari decise di costruirci delle case. Quindi dovevamo sloggiare. Piano piano abbiamo smontato tutto. Sfortunatamente le piante erano le vere vittime, che non potevano essere trapiantate. Peccato perchè producevano un’ottima uva. Una piccola parte è rimasta in vita.

Per il momento il secondo proprietario non ha ancora deciso di costruirci sopra.

Ma da più di 2’000 piante ne sono rimaste soltanto 411.


Quidi l’immagine sull’etichetta è la riproduzione di una cartina della nostra zona attorno agli anni settanta. Cerano più vigneti che case, adesso è il contrario. E il nome “Il Ticinòlogo” è una nomenclatura di mia invenzione che descrive chi è attaccato alla nostra terra e vicino alle notre tradizioni.

“Il Ticinòlogo”

Ticino

DOC

Merlot

2011

Abbiamo tolto le reti antigrandine. Poi per facilitre il lavoro di smontaggio, abbiamo tagliato tutta la superfice fogliare.

Poi abbiamo tagliato il rimanente della pianta e in seguito il resto; fili, pali di cemento, bacchette di ferro e tutto il resto.

Una volta finito abbiamo caricato il tutto e il vigneto non c’era più.

Questo è come si presenta il vigneto oggigiorno.

Sullo sfondo potete ammirare la  “RESIDENZA IL VIGNETO”.

Ironico vero?

 

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